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Viviamo per lo sviluppo della montagna. PieMonti Risorse è il miglior partner per gli enti locali e le imprese che hanno le terre alte nel loro Dna. Di una cosa siamo certi: la crescita del Paese e dell'Italia passa dalle aree fino a ieri considerate marginali, che oggi invece sono il cuore dell'Europa, con una rete forte di comunità interconnesse e 17 punti di Pil del nostro Paese.

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Green Economy & Energie Rinnovabili

La green economy torna al centro del sistema-Italia e del sistema-Piemonte. Negli ultimi anni, si aperto un nuovo percorso in cui la montagna gioca una partita fondamentale della sua storia. Perché è nelle Alpi e negli Appennini che si trova il naturale bagaglio di risorse che garantiranno il futuro stesso del Paese e del Piemonte. Nelle Terre Alte si trovano i “pozzi di petrolio”, dal legno all'acqua. Biomasse, fotovoltaico, idroelettrico, eolico sono i settori che vedono direttamente impegnati gli enti locali e le imprese delle aree montane. PieMonti Risorse è il loro naturale partner.

I fronti aperti sono molteplici. In primo piano ci sono le biomasse. In Piemonte ci sono 900mila ettari di foreste, la maggior parte in montagna, di cui due terzi gestibili per lo sviluppo della filiera legno. La relazione programmatica sull'energia della Regione Piemonte stima una disponibilità massima di 2 milioni di tonnellate l'anno di legno, ovviamente rispettando i criteri di massima sostenibilità per il territorio e l'ambiente. In media, ogni ettaro di superficie forestale può produrre circa 3 tonnellate di legno l'anno, nell'ambito di un piano di gestione forestale di 15 anni. In ambiente montano, con l'energia prodotta da biomasse, si crea un posto di lavoro nella filiera del legno ogni quaranta chilowatt di potenza installata (dieci utenze domestiche) in un impianto a biomasse di nuova generazione, con produzione di energia elettrica e termica.

Sull'idroelettrico si gioca l'altra grande partita. La capacità ancora insediabile in Piemonte è di 1.000 megawatt, un quarto dell'esistente (3.500 megawatt nel 2007). La produzione idroelettrica vale oltre 1 miliardo di euro l'anno in Piemonte, per i proprietari degli impianti che vendono l'energia. Al territorio finora tornano solo 20 milioni di euro l'anno. Un meccanismo da invertire. Nelle logiche di sviluppo idroelettrico devono essere tenuti alti i valori della società civile e il ruolo della comunità nella gestione dei commons, i beni comuni da governare secondo modelli nuovi. Elinor Ostrom, premio Nobel per l'Economia, ci spinge a promuovere nuovi sistemi di gestione, in cui l'esproprio delle risorse - da parte di soggetti pubblici, piuttosto che di aziende private - va condannato e bloccato.

Per il fotovoltaico, i calcoli recenti ci presentano 100 mila i metri quadrati di tetti esposti sugli edifici pubblici dei Comuni montani. Un tetto, in montagna, può produrre 150 chilowatt di energia, pari a 50 euro per metro quadrato. E per il mini-eolico, PieMonti Risorse con l'Uncem Piemonte ha già avviato la mappatura di luoghi idonei all'installazione di impianti piccoli (in molti casi singoli pali alti meno di dieci metri, con potenza inferiore al megawatt), in cui si sfruttano le continue correnti d'aria della montagna.